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ANDRA’ TUTTO BENE : UNA RACCOLTA DI SCRITTI DEI NOSTRI SOCI, UNIAMOCI CON LE PAROLE SARA’ COMUNQUE UN ABBRACCIO

Abbiamo pensato di aprire questa rubrica, questo punto d’incontro e confronto, che abbiamo chiamato “Andrà tutto bene”. Siamo Ares e siamo in missione, forse la più difficile. Parlarne, scambiare esperienze ed emozioni non può fare che bene. Chi volesse inviare le sue parole può farlo all’indirizzo della segreteria:segreteria@ares-italia.org sarà mia cura pubblicarle in questo articolo che verrà aggiornato di volta in volta. 

Segreteria Ares, Olivia

Questa volta non è un’esercitazione o una simulazione…SIAMO IN MISSIONE!!Non è la solita missione che ci vede tutti insieme con la nostra “maglietta azzurra”, ma sparsi qua e là in tutta Italia, con divise diverse, ma uniti a combattere lo stesso nemico.A fine turno non ci ritroveremo a magiare o a dormire sotto una tenda, ma ognuno a casa propria, con i propri affetti e le proprie abitudini, seppur sconvolte.Vogliamo farvi sentire la nostra vicinanza e ci piacerebbe che ognuno di voi, da chi con noi ha trascorso una vita a chi solo piccole esperienze, portiate nelle vostre realtà lavorative ciò che L’ARES ha trasmesso e trasmette.Da una parte la conoscenza e l’esperienza nel gestire e affrontare emergenze e maxi emergenze…dall’altra la consapevolezza, la voglia di non mollare mai, lo spirito di sacrificio, il lavoro di squadra, la determinazione e la forza nel portare a casa l’obiettivo. Sempre!!Noi siamo questo e questo, adesso, dobbiamo mettere in campo e trasmetterlo ai nostri colleghi.Così, anche questa volta, potremmo dire di aver superato l’ennesimo scoglio.

ANDRÀ TUTTO BENE , L’ ARES C’È

Marco Troiani

Ciao ragazzi.In questi giorni in cui siamo sommersi di cose da leggere volevo scrivervi due righe al volo.Ieri e oggi sono state giornate toste a lavoro, almeno è quello che io ho percepito.L’iniziale vuoto di informazioni, la valanga di circolari di questi giorni, la confusione e la concitazione diventano facilmente irascibilità, superficialità e facilità di sbagliare.A questo si aggiunge la naturale preoccupazione per quello che lasciamo a casa quando veniamo a lavoro. I genitori anziani, i figli piccoli, i problemi e gli amici che sentiamo essere a loro volta preoccupati per noi.E diciamocelo, abbiamo anche un po’ paura noi, perché non ci sentiamo pronti e sto virus non è vero che prende solo gli anziani mezzi cotti.Io, un po’, lo ammetto, ne ho.Oggi ho parlato con tanti, pensando ai problemi avuti ieri, alle possibili soluzioni da proporre ai vertici e cercando di prevedere le criticità che avremo; e parlando con voi ho percepito un po’ di timore, di confusione e di scoraggiamento. Questo è il motivo del mio messaggio allora.Ragazzi. Che la mia carriera sia stata una catastrofica picchiata dovevo sospettarlo nel momento in cui 8 giorni dopo la laurea ero a Harvard, 1 anno dopo a Loreto e 1 anno ancora dopo a Civitanova, in mezzo a un branco de scappati de casa. Un carrieró.Peró io voglio dirvi che ho imparato con voi a fare emergenza. A stare in pronto soccorso. E ad appassionarmi giorno dopo giorno al lavoro più bello del mondo.Io lo ho imparato con voi.Oggi il mondo ci chiede di lavorare di più. Di prendere in braccio la paura che ha e di assisterlo. Con quello che sappiamo, che sapete fare.Avete una arma formidabile. Il gruppo. Siete un branco.Oggi mi ha colpito parlare con Chiara vestita e chiusa oltre la zona filtro. Senza vederci, mentre passavamo, ha chiesto “mi fate compagnia?”. Questo è il gruppo ragazzi. Facciamoci compagnia. In questo momento difficile facciamoci compagnia.È pauroso, faticoso e stressante. E lo sarà ancora di più nel prossimo mese.Ma voi sapete fare il vostro lavoro e sapete essere un gruppo.Quando facciamo formazione diciamo ai nostri allievi che per essere un facilitatore bisogna sapere, saper fare e saper essere.Ecco. Questo è l’ augurio che ci faccio.Che sappiamo, che sappiamo fare e sappiamo essere la mano di cui adesso la gente ha bisogno. Insieme.

A domani! Gabriele Galli

In attesa di entrare in sala operatoria. Buon giorno a tutti,negli ultimi 2 giorni ho letto le mail Ares con piacere, non parlano di freddi numeri e statistiche angoscianti ma di qualcosa di di diverso che permea lo spirito del nostro lavoro. L ultima volta che mi sono cimentato con una epidemia era quella “finta” di Tinglev Danimarca nel 2016. Ora si fa sul serio un abbraccio caloroso a tutti. 

Moreno Cicetti

Ciao amici puffi, questa missione è la più dura che potessimo immaginare per diversi motivi ma uno in particolare SIAMO LONTANI e il contatto giornaliero mi manca.Avere i puffi vicino mi ha sempre dato tanta forza, sostenuto,incoraggiato e a volte consultato.Io sono un ortopedico e nell’assurdo di questa situazione il mio lavoro è diminuito, come medico mi sento inutile in questa situazione e vedere tanti colleghi amici che stanno combattendo questa battaglia senza poter dare il mio aiuto mi far stare male, ma poi mi ricordo che sono Ares e mi ricordo le tante riunioni de breafing e allora provo a dare nel mio piccolo consigli supporto, tutto ciò allieva la mia inquietudine.

Grazie Marco Mario Barbara …..e tutti voi puffi per alleviare il mio stato.

CE LA FAREMO DAJE         Valentina Montemaggiori

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